martedì 3 luglio 2012
lettura (misura) ch'è ora
Dovevo forse
incolonnarmi
leggera cogli
anni sinceri
almeno essi fra
tutti quanti i
passeggeri.
Parte del
mosaico di un
gesto, parte del
tronco stesso, fa'
che sia ramo da'
per un resto
come una parte
riconosciuta del
tuo smarrimento
a ricomporre (come)
piano la prima
ultima voce, il
centro che ha
cose e bordi,
semplicemente il
motivo, reale in
causale,
affettivo
effettivo. Poi
camminando non
poter che
leggere passi
passo sperando
non troppo nel
salto anche un
po' passeggiando
(tentativo)
leggere le parti
poi ritornare a
leggere bene
uno due fogli che
sono molti libri
ciascuna
promessa
leggera raccolta
di passi
camminati prima
che per capire.
Averli compresi.
Suole suole di
passi ardire il
cammino. Suona
la parte dagli
occhi. Uno
strumento
musicale,
panorama.
Battito cactus
che tocchi. Ora
so perché chiudo
gli occhi.
Camminare sulle
foglie rinverdire,
cosa fare se
rispondere e
scegliere come.
Scrivere ti
allunga forse, misura
mercoledì 25 gennaio 2012
lunedì 23 gennaio 2012
![]() |
| 190811 - maria la mar |
Siamo come cautelati
Da giorni tanto piccoli
Da tenersi stretti in una mano
Tutti raccolti a mazzetto
In un solo uomo
Fitti dentro a un libro chiuso
Che però si fa sfogliare, lentamente
Parola per parola, parole per frase,
frase dopo suono, continuità nell’abbandono
di una posa in posta ardita come per
sua concausa di file e stagioni necessitate
le cose ci aspetteranno sulle medesime soglie,
come compiute noi incompiuti nell’altra mano il seguito
distratto da un non farsi tanto serio, o deluso
Iscriviti a:
Post (Atom)

